sabato 31 dicembre 2011

sabato 31 dicembre 2011 h. 23:59:59

DOMENICA 1° GENNAIO 2012 ORE 00:00:01 
Auguri a tutti, nessuno escluso. Un saluto. Luciano Cremascoli - 

lunedì 26 dicembre 2011

PAOLO VILLAGGIO/FANTOZZI (anche lui senza ... parola)

il ragionier Ugo Fantozzi
Paolo Villaggio: “Che panettone amaro per l’italianissimo Ugo Fantozzi” – Che Festività Natalizie saranno per un italiano medio (!) come l’ormai famoso ragionier Ugo Fantozzi ? Saranno delle Feste tristissime. Fantozzi negli anni è diventato sempre più povero. Non ha mai ricevuto un aumento di stipendio, ha pagato regolarmente tutte le tasse (a volte anche qualcosa in più, per errore e, naturalmente, mai restituitegli) e adesso sa che dovrà pagarne altre, e sempre più salate. Lo ha detto alla Pina, la moglie. Che però non ha osato commentare. Anche lei sa che i politici di questo Paese non vogliono il bene di questo Paese. Ma la cosa che più la rattrista è la scena di suo marito Ugo, davanti alla tivù, quando li insulta. L’altra sera, vedendone uno in particolare, uno in cui ultimamente aveva riposto tanta fiducia, il ragionier Fantozzi ha cominciato a sudare, poi gli è partito un rutto terribile (parla anche lui con voce esofagea - anche lui laringectomizzato...) quindi gli si è azzerata la salivazione (quel poco che gli era rimasta visto l’intervento…) ed alla fine si è tolto una scarpa e, urlando (si fa per dire - a modo suo - diciamo imprecando), l’ha tirata, distruggento il televisore che aveva comprato a rate (ultima rata, febbraio 2046). Fantozzi, come tanti italiani onesti, è stufo di vedere che quelli che evadono le tasse per milioni (di euro, sia chiaro, anche se lui è rimasto alla lira) la fanno franca. Uno di questi è il suo amico Luciano Calboni, che gira in Porsche ma dichiara di guadagnare mille euro al mese. Calboni, anche quest’anno, sarà a Cortina (in montagna) con la contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare: insieme la sera di Capodanno apriranno le bottiglie di champagne francese costosissime e mangeranno caviale squisito proveniente da una remota regione della Russia. I Fantozzi (figliola compresa) giocheranno invece a tombola, mangiando un panettone dal sinistro sapore di plastica, acquistato in offerta al discount dalla Pina. Il tutto, e tutti, rigorosamente in silenzio, naturalmente senza fiatare, nemmeno una parola. Anche se questa è una ‘fantozziata’, merita una riflessione. Come disse qualcuno: passate le Feste… (il resto aggiungetelo voi, preferisco non pensarlo nemmeno, altro che scriverlo).Un saluto. Luciano Cremascoli -

venerdì 23 dicembre 2011

AUGURI DA UN AMICO LARINGECTOMIZZATO (un po’ a modo … suo)

Ruggero Ormea
L’amico Ruggero Ormea (già artista, poeta e cantastorie per diletto), laringectomizzato come me, ha un modo tutto suo per augurare Buone Feste agli amici, ecco come….



Anche quest'anno "Natale"... puntual è arrivato,
arricchendoci di doni, e non è male.
ma in politica, ben poco abbiam trovato,
se non che li portafogli a noi svuotare.

Lo nuovo bambin Gusù, tal detto Monti
sembrava dover aver la soluzione,
nel rivedere un poco tutti li conti
dando felicità a noi e raggiugere detta sua ambizione.

Mi pare però invece di vedere,
che antiche vecchie tasse son tornate,
con nuovo nome, ma a carico del nostro vecchio sedere,
senza colpir a chi andrebbero dedicate.

Pochi son conoscere lo detto,
di mia vecchia bisnonna, che con saggia costanza,
..dicea..... :
"Quest'anno i ricchi staran ben, e i poveri...all'usanza"
                                                                           r.o.


A me è piaciuto il modo d’interpretare questo Natale (ricorrenza bimillenaria in chiave più attuale che mai), ed a voi ? Un saluto. Luciano Cremascoli -

CORSO SUL TEMA: Gestione Clinico Riabilitativa del Paziente Laringectomizzato

Ho da poco ricevuto la relativa locandina, eccovela.





Per maggiori info:
http://www.aoionlus.it/Portals/0/DOCS/CORSO_2012.pdf
Ulteriori dettagli verranno comunicati appena disponibili. Un saluto. Luciano Cremascoli -

giovedì 22 dicembre 2011

TUMORI OROFARINGOLARINGEI (passi avanti nella prevenzione)

il momento dell’inaugurazione della strumentazione 'spaziale' 
presso l’Otorinolaringoiatria dell'Ospedale Bufalini di Cesena
UNA STRUMENTAZIONE «spaziale» per L’OTORINOLARINGOIATRIA DEL BUFALINI - AUSL CESENA & OTORINOLARINGOLATRIA. Una strumentazione ‘spaziale’ per l’Otorinolaringoiatria del Bufalini. Donata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena una nuova strumentazione che sfrutta la tecnologia NBI – tipica dell’astronomia – per la diagnosi precoce dei tumori al cavo orale. E con il sostegno di Arrt in servizio in Otorinolaringoiatria una nuova figura specialista in oncologia. Si è conclusa all’ospedale Bufalini di Cesena la prima edizione delle ‘Giornate per la prevenzione dei tumori della laringe e della faringe‘, organizzate il 19 e 20 dicembre dall’unità operativa Otorinolaringoiatria dell’Azienda Usl di Cesena per sensibilizzare la popolazione su come difendersi da un carcinoma che in Italia registra 5.500 nuovi casi l’anno. Da qualche tempo, infatti, grazie a una nuova strumentazione, donata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, l’equipe diretta dal dottor Massimo Magnani è in grado di individuare i tumori e le lesioni sospette del collo e della testa anche in fase precoce.                                                                                                          La nuovissima apparecchiatura endoscopica per la diagnosi precoce dei tumori del cavo orale, della faringe e della laringe è composta da una telecamera ad alta definizione (HDTV) e un fibroendoscopio digitale collegati a una fonte luminosa che, mediante una sofisticata tecnologia, denominata NBI (Narrow Band Imaging) e proveniente da altri campi scientifici (in particolare dall’astronomia), emette una luce di colore blu in grado di mettere in risalto i capillari del tessuto esaminato. In questo modo si può riuscire a individuare la crescita di tessuto tumorale provvisto di vascolarizzazione atipica e caratteristica e, attraverso lo studio della mucosa e della trama vascolare, effettuare una più accurata diagnosi delle lesioni superficiali. L’acquisto della strumentazione è stata possibile grazie ad una donazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena pari a 74mila euro di cui 20mila euro destinate all’istituzione di una borsa di studio per uno specialista di Otorinolaringoiatria con specifica formazione in ambito oncologico per tre anni e mezzo, alla quale ha partecipato anche l’Associazione Romagnola Ricerca Tumori (Arrt). L’endoscopia faringolaringea con NBI viene effettuata nell’ambulatorio oncologico di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Bufalini di Cesena operativo tutti i venerdì mattina.                                                                                                                                                          Alla consegna erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Cesena Paolo Lucchi, il direttore generale dell’Ausl Maria Basenghi, il presidente della Commissione Sanità della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena Arturo Alberti, il presidente dell’ARRT Leonardo Belli, il direttore U.O. Direzione medica di presidio Virna Valmori e il direttore dell’U.O. Otorinolaringoiatria del Bufalini Dottor Massimo Magnani.
Mi pare doveroso far presente a titolo di cronaca, senza nulla togliere ne all’uno e nemmeno all’altro, che il Dottor Massimo Magnani dirigente del Reparto di ORL (otorinolaringoiatria) dell’Ospedale Bufalini di Cesena non va confuso con il Dottor Maurizio Magnani, Primario di ORL degli Ospitali Riuniti di Cremona e Presidente Nazionale AILAR (Associazione italiana laringectomizzati – onlus); due figure importanti ma differenti operanti entrambe nel campo medico scientifico e, guarda caso (o coincidenza), entrambe nell’ otorinolaringoiatria.                                                                                                                                    Concludo con un: “meglio prevenire che ‘dover’ curare (quando, magari, è già troppo … tardi)”, come sempre affermato da più parti e da ‘voci’ molto più autorevoli della mia. Un saluto. Luciano Cremascoli – 

mercoledì 21 dicembre 2011

LARINGECTOMIZZATI (festività natalizie si ma ... tutti a scuola)

Si informano i ‘fruitori’ che la SCUOLA di RIEDUCAZIONE alla PAROLA dell'AILAR (Associaz. It. Laringectomizzati)   dell’OSPEDALE MAGGIORE di CREMA (Cremona) in occasione delle FESTIVITA’ NATALIZIE 
N O N      C H I U D E "
e seguirà i consueti giorni ed orari d’apertura (come da immagine), ossia i Lunedì, Giovedì e Venerdì dalle ore 14,00 alle 16.00 eccezion fatta, ovviamente, per Lunedì 26 Dicembre 2011 (Santo Stefano) e Venerdì 6 Gennaio 2012 (Epifania), giorni festivi, quindi di chiusura, come da calendario.
Questa non chiusura’ si è resa necessaria per il recente aumento dei Laringectomizzati (soprattutto neooperati) che frequentano attualmente la Scuola stessa.
Nonostante da alcune fonti si sostenga che le ‘laringectomie totali’ sono in forte calo in quanto sostituite da tecniche diverse (interventi a livello parziale, laser, chemioterapia, fisioterapia od altro), è fin troppo evidente (non è da escludersi trattasi di una questione di coincidenza, territoriale o, non ultimo, la chiusura di alcune Scuole del circondario per carenza di Rieducatori, vedesi le realtà di Codogno, Lodi ed altre a me non note) che la laringectomia totale NON è affatto ‘accantonata’ anzi, è più in “auge” (se mi è concesso il termine – non è tra i più felici ma…) che mai.
Ne è riprova il fatto che il locale che l’Ospedale mi ha messo a disposizione quale ‘spazio scuola’, sufficiente fino ad un anno fa, si è improvvisamente “ristretto” (sarebbe più esatto dire ‘non è più sufficiente’) e riesce (per ora) a malapena a contenere tutti coloro che desiderano (fortunatamente per costoro la voglia – volontà - motivazione non manca) tornare nuovamente a parlare.
Ho già provveduto ad aggiornare il mio referente, il Primario di ORL (otorinolaringoiatria) il Dr. Pasquale Blotta il quale, accertata l’esigenza si è immediatamente attivato presso gli Uffici competenti al fine di risolvere al più presto il problema logistico quindi, mi è stato assicurato che in breve tempo (tempi tecnici permettendo - e volontà aggiungo io) potrò essere messo nelle condizioni di garantire un servizio adeguato alle aspettative del paziente laringectomizzato.
Del resto a noi Rieducatori  (laringectomizzati e volontari quindi non retribuiti) durante i Corsi di preparazione all’abilitazione alla Rieducazione dei Laringectomizzati tra le prime regole che ci vengono insegnate c’è quella che la ‘porta della nostra scuola’ (quel ‘nostra’ e da ritenersi quale scuola da noi gestita…) DEVE sempre essere aperta (quindi avere spazio a sufficienza) per tutti coloro che desiderano accedervi senza alcuna eccezione (provenienza od altro).
Speriamo che la ‘risposta’ (più che una risposta io ed i fruitori della scuola attendiamo i fatti ossia quanto promessoci, non chiediamo molto, qualche metro quadro in più di spazio) NON si faccia attendere più di tanto; si è parlato di due o tre mesi e noi, speranzosi, ci auguriamo che non si tratti solo di … ‘promesse’. 

Concludendo, colgo l’occasione per porgere a tutti i Laringectomizzati, loro famigliari, sostenitori, personale Medico e paramedico del Reparto di ORL dell’Ospedale di Crema, di altri Ospedali, Logopedisti, Rieducatori dell'Ailar (associazione italiana laringectomizzati - onlus) e di tutte le altre Associazioni (di Laringectomizzati) e agli ‘addetti ai lavori’ a vario titolo i miei più sinceri Auguri di BUONE FESTE. Un saluto. Luciano Cremascoli - 

domenica 18 dicembre 2011

CHARLES AZNAVOUR in "L' ISTRIONE" (le cabotin) - (1970)

Oggi niente malattie, salute e/o dintorni ma un po’ di … musica. Un bellissimo brano cantato dal grande  Charles Aznavour  pseudonimo di Shahnour Vaghinagh Aznavourian, nato a Parigi il 22 maggio 1924, cantante, cantautore ed attore cinematografico francese di origine armena. Noto con il soprannome di Charles Aznavoice, ma anche detto il " Frank Sinatra della Francia", canta in sette lingue e si è esibito in molte parti del mondo. Ha dato lustro alla Francia ed è stato insignito della Legio d’Onore. È ambasciatore dell'Armenia in Svizzera dal Febbraio 2009. Ma NON divaghiamo oltre, mi ero ripromesso di NON dilungarmi più di tanto per lasciare spazio alla musica.
L'  I S T R I O N E  (le cabotin)
Io sono un istrione,
Ma la genialità é nata insieme a me,
Nel teatro che vuoi
Dove un altro cadrà, io mi surclasserò.
Io sono un istrione,
Ma la teatralità scorre dentro di me
Quattro tavole in croce
E qualche spettatore, chi sono lo vedrai
Lo vedrai...
In una stanza di tre muri tengo il pubblico con me, 
Sull'orlo di un abisso scuro
Col mio frak e con i miei tics,
E la commedia brillerà, del fuoco sacro acceso in me
E parlo e piango e riderò
Del personaggio che vivrò.
Perdonatemi se, con nessuno di voi
Non ho niente in comune,
Io sono un istrione a cui la scena dà
La giusta dimensione.
La vita torna in me,
Ad ogni eco di scena che io sentirò,
E ancora morirò di gioia e di paura
Quando il sipario sale,
Paura che potrò Non ricordare più la parte che sò gia'
Poi, quando tocca a me puntuale sono là
Nel sogno sempre uguale... uguale.
Io sono un istrione
Ed ho scelto ormai la vita che farò,
Procuratemi voi sei repliche in città
Ed un successo farò
Io sono un istrione
E l'arte, l'arte sola è la vita per me
Se mi date un teatro e un ruolo adatto a me
Il genio si vedra'... si vedra'...
Con il mio viso ben truccato e la maschera che ho,
Sono enfatico e discreto versi e prosa vi dirò,
Con tenerezza e con furore,
E mentre agli altri mentirò
Fino a che sembri verità fino a che io ci crederò
Non è per vanità
Quel che valgo lo sò e ad essere sincero
Solo un vero istrione è grande come me
Ed io ne sono fiero...
o o o - o o o


Ed ora, cuffia in testa (per NON disturbare chi avete intorno od addirittura i vicini di casa), volume al massimo, si clicchi sul ‘triangolino’ al centro dell’immagine sottostante e via alla … musica; volendo, si può anche seguire il brano leggendo il testo qui sopra. Buon ascolto.
L'ISTRIONE (le cabotin) 1970

 Piaciuta ? Se vi è piaciuta gradirei un cenno di consenso. Stesso valesi per un ‘non mi è piaciuta’, magari con una motivazione. Ad ogni modo, piaciuta o meno a me più di tanto la cosa non tocca (irriguardoso ? Forse); l’importante è che piaccia a me e sono più di 40anni che ogni tanto me la ascolto (ancora da quando la musica la si ascoltava solo in radio od in vinile…) quindi c’è ben poco ancora da aggiungere anzi, nulla direi. Questa è anche la ragione principale perché l’ho voluta anche nel mio Blog, insieme a … poche. Un saluto. Luciano Cremascoli -

sabato 17 dicembre 2011

LARINGECTOMIZZATO (se vuoi non sei solo, ci siamo anche noi…)

l'incontro conviviale natalizio dei vertici Ailar 

Tratto da Bresciaoggi.it - 17-12-11 h. 16:08 - «NONOSTANTE I TAGLI L’ailar HA ANCORA ‘VOCE’» - L'IMPEGNO - L'associazione che si occupa dei laringectomizzati - Magnani: «In prima linea per garantire sostegno sanitario e psicologico» - A Brescia 300 iscritti - Dare una voce a chi la voce l'ha persa: è il compito dell'Associazione Italiana Laringectomizzati, che si occupa di chi ha subito un intervento per l'asportazione di un tumore alla gola. Ieri (venerdì 16) i soci dell’AILAR (Associazione Italiana Laringectomizzati – onlus) si sono ritrovati per il consueto pranzo di Natale, momento per rinnovare il tesseramento e per tirare le somme dell'anno che sta per concludersi. Il Presidente Nazionale, il dottor Maurizio Magnani, primario di ORL  all'Ospedale di Cremona, ha ricordato il grande impegno dell'associazione nel sostegno ai pazienti e ai loro famigliari: «Ailar è viva e lo sarà sempre di più, anche a causa dei tagli all'assistenza sanitaria che chiamano in causa il mondo del volontariato. La sezione di Brescia è una delle poche in cui c'è un contatto diretto con il mondo medico specialistico, che qui vanta centri d'eccellenza. Dei nostri soci va considerato l'aspetto umano: hanno vissuto un'esperienza terribile ma si sono risollevati e portano nella società la dimostrazione che l'uomo può recuperare la propria vita. Sono un esempio da spendere, soprattutto alla luce dei recenti fatti di cronaca». L’Ailar si occupa di sostenere i pazienti che hanno subito una laringectomia con un percorso che parte ancora prima dell'intervento, e che si articola soprattutto nella fase della riabilitazione: tre volte alla settimana, nei centri cittadini (quello di Brescia si trova all'ospedale Civile) ci sono lezioni di riabilitazione dedicati alla fonazione, con insegnanti (anch'essi operati) che insegnano come riappropriarsi dell'uso della parola. Il tumore alla gola rappresenta circa il 15 per cento di tutti i tumori, e nonostante i casi siano in calo l'attenzione dell’ Ailar resta alta: l'Associazione organizza campagne indirizzate soprattutto ai giovani contro il fumo, l'alcool e la cattiva alimentazione, le tre cause più frequenti per lo sviluppo del tumore alla gola. Ma il sostegno di Ailar, che a Brescia conta circa 300 iscritti, non si ferma al recupero della parola. A causa dei sempre più numerosi casi di depressione e suicidi tra gli operati (causati, secondo Magnani, dalla sparizione della famiglia tradizionale), a Brescia nascerà per primo in Italia un progetto finanziato dalla stessa Ailar, che offrirà sostegno psicologico ai pazienti e ai loro famigliari. La psicologa Cristina Celli dell'ospedale Civile affiancherà la foniatra Mariagrazia Barezzani, che lavora con l’Ailar già da un anno, aiutando i pazienti ad accettare la propria condizione ed a riappropriarsi della loro vita.

Come si evince, il tutto è tratto (più che altro un ‘copia-incolla’ con degli ‘aggiustamenti’ a piacimento, mio)  da una pagina web. Il perché di questo  post  sta nel fatto che a mio modesto avviso e dalla mia, sia pur breve esperienza (4 anni circa) quale Reiducatore di laringectomizzati, il ‘tumore laringeo’ che richiede una Laringectomia Totale (il più delle volte individuato allo stato avanzato quindi ‘incurabile’ con altre tecniche: radioterapia, chemioterapia, lar.parziali, laser od altro) è tuttora più in ‘auge’ (se mi è consentita la licenza) che mai quindi, questo vuol essere un ‘invito’ a non abbassare la guardia. A questo punto mi congedo. Un saluto. Luciano Cremascoli -

giovedì 15 dicembre 2011

LARINGE e FARINGE (prevenzione e … conoscenza)

ALL’OSPEDALE “BUFALINI” DI CESENA DUE GIORNATE PER LA PREVENZIONE DEI TUMORI DELLA LARINGE E DELLA FARINGE –                                                                                                                                   Lunedì 19 e martedì 20 dicembre l’unità operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ausl di Cesena, in collaborazione con i medici di Medicina Generale, promuove visite gratuite all’ospedale Bufalini per le persone più a rischio. In Italia si registrano 5.500 nuovi casi l’anno, in totale rappresentano il 10% di tutte le neoplasie maligne tra gli uomini e il 4% di quelle che interessano le donne. Sono i carcinomi della laringe e della faringe, al centro delle due giornate di prevenzione organizzate dall’unità operativa di Otorinolaringoiatria dell’ospedale Bufalini, in collaborazione con i Medici di Medicina Generale, per lunedì 19 e martedì 20 dicembre. I cittadini considerati “a rischio” per queste patologie potranno accedere, tramite prenotazione del proprio medico di famiglia, a visite gratuite presso gli ambulatori di Otorinolaringoiatria dell’ospedale Bufalini. Per i tumori della laringe e della faringe, tra i quali il più frequente è il carcinoma squamoso, i principali fattori di rischio sono il fumo di sigaretta e il consumo di alcol (circa il 90% dei pazienti con queste neoplasie fuma e beve): chi fuma e contemporaneamente abusa di alcool moltiplica il rischio di sviluppare un tumore. Se per tutti è valido il consiglio di non fumare, non consumare tabacco in alcuna forma e limitare l’alcol, per tutti fumatori e bevitori con più di 60 anni è consigliato un esame del distretto orale e faringo-laringeo. “I sintomi di un tumore alla faringe o alla laringe sono spesso subdoli e non sempre specifici – avverte il dottor Massimo Magnani, direttore dell’U.O. Otorinolaringoiatria dell’Ausl di Cesena – e variano per sede ed estensione. I tumori che nascono nel rinofaringe si manifestano più frequentemente con otite siero-mucosa da ostruzione della tuba uditiva e con linfonodi nel collo, mentre quelli dell’ipofaringe si manifestano invece con difficoltà alla deglutizione e dolore irradiato all’orecchio (otalgia riflessa). Le neoplasie delle corde vocali invece danno alterazioni della voce e per questo motivo sono i più facili e precoci da individuare. Il tumore della laringe, infine, colpisce soprattutto le persone di età superiore ai 55 anni ed è più diffuso nei maschi. I sintomi più frequenti di queste neoplasie sono l’abbassamento di voce immotivato e persistente, anche per più di due settimane, con  variazione del timbro vocale, di dolore e difficoltà alla deglutizione, dolore persistente all’orecchio nel deglutire oppure gonfiore sul collo”. In presenza di tali sintomi, l’esame più utile per la diagnosi è la laringoscopia, procedura indolore che permette al medico di ispezionare la laringe e le corde vocali. Nella maggior parte dei casi il trattamento delle neoplasie è chirurgico, ma in alcune forme che interessano prevalentemente la faringe e il cavo orale le terapie di prima scelta sono la radioterapia e la chemioterapia. “Per quanto riguarda i tumori di piccole dimensioni della laringe in passato chirurgia e radioterapia venivano posti sullo stesso piano – spiega il dottor Magnani – al giorno d’oggi invece il laser, di cui l’Otorinolaringoiatria di Cesena possiede un modello con caratteristiche innovative, è diventato il migliore strumento ed evita gli effetti collaterali della radioterapia e della chirurgia esterna. Per le forme più avanzate, da anni si usano tecniche cosiddette ricostruttive che consentono la cura della malattia senza dovere ricorrere al buco in gola permanente”. Più recentemente è stato ideato un intervento, denominato tracheioidopessia, che consente l’asportazione anche di tumori con sede o dimensioni tali da richiedere altrimenti una laringectomia totale (cioè con il buco permanente in gola). L’Ausl di Cesena è una delle aziende sanitarie italiane che effettua di routine questo tipo di intervento.
A questo punto non c’è altro da aggiungere, è stato detto tutto e di più. Un saluto. Luciano Cremascoli -

martedì 13 dicembre 2011

LARINGECTOMIZZAT0 (Auguri, sia pur a modo suo, da un...)

Giorni fa ho letto quello che io potrei chiamare un ‘pensare ad alta voce scrivendo’ dell’amico di ‘sventura’ Maurizio (La Piana), conosciuto sul web (laringectomizzato anche lui come me – lui, purtroppo, con un passato un po’ peggiore del mio), mi è piaciuto, ne ho chiesto l’autorizzazione ed eccolo sul mio Blog; non sfigura di certo ! E’ commovente (se il termine è da considerarsi appropriato) come Maurizio, mentre fa l’albero di Natale ed il Presepio, invece di prestare la sua attenzione a quello che sta facendo affinchè il ‘lavoro’ esca nel migliore dei modi, ha la sua mente, se mi si consente il giro di parole, affaccendata in ben altre faccende; corre veloce dall’anno precedente (con una sua ‘storia’ - di salute – alquanto drammatica) ad oggi, dove ormai tutta quella drammaticità è alle spalle e mentre pensa a questo si rivolge a tutti, amici e non, facendogli gli Auguri di Buon Natale rassicurando coloro che in questo momento si trovano in ‘difficoltà’ (siamo sempre in materia di salute) con un ‘siamo sulla strada per vincere’ intendendo (almeno penso di interpretarlo così) di non arrendersi che, oggi come oggi, la ‘bestia’ (lui la chiama così il tumore – io invece sono più drastico quindi ci metto un … la ‘brutta’ bestia). Ecco quanto letteralmente scritto da Maurizio:
Nottata speciale! Questa notte sto facendo l'albero di Natale ed il presepe, uno pseudo presepe napoletano, con le casette con la luce fioca, con la fontana dell'acqua, con i pupazzetti in prospettiva (i più vicini più grandi, i più lontani piccolissimi) mi sto scervellando con le lucine e improvviso mi viene un pensiero che mi porta all'anno scorso: facevo l'albero ed ero quasi sicuro che sarebbe stato l'ultimo e piangevo quella notte, non per paura, ma per disperazione, non poter più vedere gli sguardi di sorpresa dei miei cari, la mattina, quando trovavano l'albero ed il presepe fatto, non poter passare la vigilia tutti insieme, facevo l'albero ed avevo questi pensieri, appunto quest'anno ho voluto fare anche il presepe come lo faceva mio padre, perché sia una tradizione che oggi so non si interromperà tanto presto, perché il cancro, oggi, si vince, io ne ho vinti tre ed ancora lo vincerò, perché io voglio vivere, lo devo ai miei cari, lo devo a me stesso, lo devo a chi prima di me non ce l'ha fatta, lo devo alle persone che sperano di cavarsela e vedono quelli come me come la loro speranza. Buon Natale amici miei, siate sereni, che ormai siamo sulla giusta strada per vincere la bestia.
Un paio di giorni dopo, l’amico Maurizio fa sentire ancora la sua ‘voce’ (non dimentichiamoci che un Laringectomizzato, ossia chi ha subito, causa tumore, l’asportazione della laringe e conseguentemente delle corde vocali quindi perso l’uso della parola, può tornare, nella maggioranza dei casi, a parlare, autonomamente o con l’aiuto di ausili) con un nuovo, ma non di certo recente (come si potrà notare) scritto tanto per ‘rafforzare’ il già forte messaggio. Va precisato che, Maurizio, quale Romano (de Roma) Doc, in questo caso s’è preso anche la libertà (del resto ne ha tutti i diritti)  d’esprimersi in dialetto romano; non so, essendo io lombardo, fino a che punto lo scritto sia stato digitato a dovere, l’importante è capirne il contenuto, la forma può venire in secondo piano. Quindi, ecco quanto:
Questo lo scrivevo otto anni fa, avevo appena saputo del primo tumore, quanta disperazione avevo, ed invece eccomi ancora qui a sorridere di quei momenti.
A chi? A me? Nooo!
Si ‘o so che ce sta’
Ma è pe’ l’artri, a me? nun se po’
E poi io ciò da fa’ 
Devo sistemà ‘n sacco de situazioni
Vojo vede i fiji sistemati
Devo apparà er libro delle azioni
Nun posso lascia sordi ma armeno li buffi che sieno apparati.
E come je lo dico? Quanno je lo dico? Ma che je dico:
“Vostro padre, tu marito, è ‘n cojone
Ve lascerà soli, perché, come le cerase, drento c’ha l’amico
Sto poro stronzo, c’ha ‘n verme che je sta a magna’ ‘n pormone!!!”


A questo punto lascio al lettore trarne le conclusioni, io mi limito ad associarmi con Maurizio (anche se è ancora un po’ presto) nel porgere gli auguri di Buone Feste a tutti, Laringectomizzati, ammalati di altre patologie (tumorali o meno), addetti ai lavori (terminologia un po’, diciamo così, ‘ruspante’ – intendesi Medici, personale paramedico e tutti colori che dedicano tempo ed energie, professionalmente o volontariamente alla causa) e, perchè no, anche a coloro che sono in ottima salute ricordando magari loro che, oggi si può star bene ma domani … - Un saluto – Luciano Cremascoli -



martedì 6 dicembre 2011

LARINGECTOMIZZATO (poeta per un’amica)

Questa poesia è stata scritta da un laringectomizzato (avuta dalla figlia – scrittrice ‘in erba’, vedesi miei post in questo blog del 11 e 17 Ottobre scorsi), dedicata ad una amica sulla sedia a rotelle e con una malattia degenerativa agli occhi. Il titolo della poesia è il ‘frutto’ della mia fantasia: 
LA MENTE
I piedi, le mani, gli occhi, gli sguardi, gli amori...
mia moglie che mi porge le foto delle nostre bimbette...
le biciclette che non ho mai avuto...
Tutto è relativo!
Il mondo siamo noi...
Se qualcosa ci colpisce nel profondo siamo,
anzi ci sentiamo perduti ma,
bisogna, si, bisogna reagire, il faut dicono i francesi.
La nostra mente è il dono più grande!
Con la mente si può,
con la mente si reagisce.
Qualsiasi cosa ci abbia destinato il fato
con la mente ci possiamo sublimare,
innalzare il nostro sapere
su ciò che il fato stesso ci ha tolto.
Noi che abbiamo difficoltà nel fisico
le superiamo con la mente
 e con l'amore dei nostri cari.
Amici, parenti...la mente, la menta, il basilico....
gli odori i profumi di casa nostra....
L'amore è vita, 
la vita è amore.
Sono felice di essere come sono.
Carmine Eugenio Federico, 29-09-2002






Ed ecco invece quale chiave di lettura ha dato a questa poesia l’amico Ruggero Ormea, già cantastorie (se mi è consentito il ‘titolo’) ed ora, quale Laringectomizzato, scrittore e musicante: 
Trovo questa poesia ‘bifocale’ nel senso che non ha “avuto” ma, “dando” ha ottenuto, per questo mi permetto di usare questa licenza poetica, definendola bifocale! LA MENTE … bella e complessa va riletta un paio di volte (forse più, aggiungo io) per entrarci un po’ dentro. Veramente sublime, meriterebbe più … visibilità.
Personalmente a questo punto su una poesia scritta a suo tempo da un laringectomizzato (ora deceduto), commentata da un ‘esperto’ anche lui laringectomizzato, quale laringectomizzato comune preferisco astenermi da ogni commento. Un saluto. Luciano Cremascoli -  

sabato 26 novembre 2011

IL TRUZZ0 (chi è, cos’è, com’è, cosa fa ed altro ancora)

Un qualcosa di divertente, anche per rilassarsi un po’ dopo tanta seriosità ci vuole quindi parliamo di un qualcosa di attuale ma, se ci è consentito l’uso del termine, ANTICO, teorizzato addirittura cinque secoli fa, IL TRUZZO.
L’uomo viTruzziviano è il modello del perfetto ‘truzzo’,
teorizzato da Leonardo da Vinci cinque secoli fa.
L'UOMO VITRUZZIVIANO è il modello del perfetto TRUZZO, teorizzato da Leonardo da Vinci cinque secoli fa dopo attenti studi in materia (a testimone del fatto che i truzzi sono sempre esistiti). L'uomo vitruzziviano può essere descritto come una creatura antropomorfa composta per da acqua, escrementi, e una strana cavità posta in cima al mucchio dei suddetti: essa è delegata a contenere l'unico neurone che permette a quest'essere di generare i confusi e contorti pensieri che stanno alla base della sua filosofia, e per la precisione:
§         "ce l'ho più lungo di te"
§         "sono più figo di te"
§         "possiedo vestiti più firmati dei tuoi"
§         "minchia oh"

LA FONDAMENTALE CAPIGLIATURA

Forgiata con l'ausilio di fiamme ossidriche e complicati macchinari adatti alla modellazione del marmo, la capigliatura  truzza deve rigorosamente essere di una complicatezza e di una futilità unica al mondo. Essa deve articolarsi in strani disegni e simboli dal significato indecifrabile, rasati direttamente sul cuoio capelluto, e che possono prendere qualsiasi forma; l'importante è che risultino ridicoli e incomprensibili a chiunque, tranne ovviamente agli altri truzzi. Questi ultimi a differenza della gente comune infatti non solo la capiranno, ma neanche si porranno il problema di capirne il significato. La capigliatura inoltre deve essere impiastricciata di gel, lacca o qualsiasi altra sorta di prodotto che renda i capelli di una lucidità raccapricciante, tipo cesso dopo un'accurata lavata con la lingua (ovviamente la lingua del truzzo di cui parliamo).
Tali mostruosità non solo saranno inutili e scabrose dal punto di vista estetico, ma richiederanno al truzzo anche più mano d'opera di quella che richiederebbe stuccare il Monte Bianco, oltre che a un dispendio di denaro in piastre, gel, shampoo, balsamo, contro-balsamo ecc. pari a quello che costerebbe in stucco l'opera sopracitata.

LA FACCIA

Il viso del truzzo perfetto va nascosto per metà o più da immensi e insulsi occhiali da sole, rigorosamente portati anche di notte, a letto o sotto la doccia. Direttamente sotto a questi demenziali aggeggi chiamati erroneamente occhiali da sole, come per non dare respiro al nostro intelletto, il truzzo deve mostrare un sorriso perenne che verrà comunemente definito "sorriso da minchione" (la parola "minchione" può essere rimpiazzata da ogni genere di insulto immaginabile).
Questo sorriso antiestetico e completamente fuori luogo - visto che non c'è assolutamente un cazzo da ridere - irriterà molto gli esseri pensanti che lo fissano, siano essi persone o animali. Come se non bastasse, sotto pesanti insulti il plastico sorriso dovrà allargarsi, fino a quando la gente non si accorgerà che in realtà il truzzo sta solo cercando disperatamente di piangere ma a forza di sorridere come un ebete gli si è da tempo bloccata la faccia.
Per la truzza femmina, parimenti, deve avvenire un raccapricciante processo di paralisi facciale modello iniezione di Botox, solo un pelettino più odioso: le medesime, in ispecial modo nelle vicinanze di una qualsiasi macchinario in grado di immortalarne le tristi grazie (vedi cellulare, macchina fotografica et similia), si devono esibire in espressioni languido/provocanti da telemeretrice di serie Z con immancabile linguetta di fuori a mo' di criceto spastico.

IL CORPO

.Il corpo-ammasso di sterco del truzzo, per ragioni estetiche, deve prendere la forma di gonfiatissimi muscoli e pompatissime vene in bella vista, di addominali scolpiti, di spalle marmoree. Sottolineiamo, per ragioni estetiche.
Infatti il massimo peso sopportabile da un truzzo deve essere esattamente il peso dei vestiti e delle cinture che porta, e per dissipare ogni dubbio a riguardo basterà una sfida a braccio di ferro, con un mignolo, rotto, a occhi chiusi, mentre un cammello vi penetra analmente e un cane vi mordicchia dove Dio non vede.
I "muscoli" del truzzo, come il tonno, si devono tagliare con un grissino, ed è per questo che la loro integrità è data dal fatto di essere contenuti in orrendi vestiti firmati e costosissimi, come la poltiglia del pattume è contenuta nel sacco della spazzatura (solo che il sacco in questione costa più della tua macchina).

MUTANDE ED AFFINI

Il truzzo deve farsi riconoscere ovunque e comunque: le loro mutande devono quindi essere di colori dannatamente fosforescenti. I truzzi maschi devono affrontare come rito di superiorità un confronto fra le proprie mutande: il membro con la mutanda più costosa ne uscirà vincitore. Il buon gusto, invece, ne uscirà sempre sconfitto: quando un truzzo le indossa sembra che giri con un paletto catarifrangente nell'ano.
Il rapporto tra il costo delle mutande truzze e il loro valore deve essere lo stesso che esiste tra un tornado e una scorreggia; le mutande saranno quindi vendute solo per coloro che non si vogliono abbassare a tirare su la tavoletta del water per buttarci dentro dei soldi, e come alternativa valida potranno comprare questo orrendo capo d'abbigliamento intimo-truzzese.
Se le mutande diventano troppo banali o mancanti di alcun tipo di sofisticosità, i truzzi possono acquistare pantaloni con finte mutande in trama scozzese annesse, una creazione secondaria unicamente all'avvento della supposta. Si spera per il bene della razza umana che i truzzi indossino delle vere mutande sotto questo entusiasmante capo.

LE SCARPE

Come non parlare delle Truzzo Shoes, o per meglio dire, le "Truzz Scius"?? Devono essere rigorosamente della Nike (TN, Squalo, Shox), Bikkembergrs, Prada, Hogan o altre marche impronunciabili o comunque dal costo variabile tra 1 e 9 miliardi di euro.
Le scarpe truzze, oltre al fatto di fare cagare, con quei colori tipo oro-giallo, argento, fuxia che neanche Calimero se dovesse diventare un pulcino normale si tingerebbe di quella merda di colore, devono assolutamente risultare anche di una scomodità allucinante, tipo traversata del Sahara a piedi con le scarpe chiodate indossate alla rovescia.
È d'obbligo che le scarpe costino una fortuna, da ipoteca sulla casa, solo per quella scritta che manco si riesce a pronunciare correttamente.
Se il truzzo proverà a correre con quelle scarpe sull'asfalto, gli dureranno ancora 3 2 1... ecco, distrutte! E vai con la prossima ipoteca! Se invece si trova sull'erba gli andrà meglio, potrà contare fino a 10, per poi ritrovarsi a correre per i prati a piedi nudi tipo Heidi, mentre le caprette gli fanno ciao e i monti gli sorridono.
 Dunque, per concludere, che piacciano o meno è una questione di punti di vista; personalmente non è di certo un bel vedere ma, in genere, sono alquanto innocui, dei ragazzi come tanti diciamo così un po’ eccentrici nel modo di porsi. Dopotutto ogni periodo ha avuto le sue ‘stranezze’, vediamo il Beatles (i cosiddetti cappelloni) che, a suo tempo, fecero tanto tendenza con la loro musica (in auge ancora oggi, ma quello è un altro discorso) il loro modo di abbigliarsi e furono seguiti dalla massa della gioventù di quel tempo guardati con occhio serio e vigile dalle generazioni precedenti. Questo solo per fare un esempio. Tornando indietro di 1 o 2 secoli ed andando ad osservare come si vestivano - abbigliavano (coloro che potevano permetterselo naturalmente – assai pochi a quei tempi); se li vedessimo sulle nostre strade al giorno d’oggi penseremmo immediatamente d’essere a Carnevale o dintorni.                                                Ok, chiudiamo qui, questo ‘siparietto’ sperando che i nostri truzzi (del resto sembreranno un po’ strani e superficiali ma penso che non siano stupidi – è un loro momento, diciamo un po’ … così; passerà e torneranno nel gruppo insieme ai … comuni) non se la prendano più di tanto, considerino la cosa una goliardata da parte di chi guarda a quell’età con non poco rimpianto e torniamo alle ‘cosette’ un po’ più concrete magari gradualmente. Sentirò l’amico Ruggero (Ormea) se ha un qualcosa di piacevole per me. Un saluto. Luciano Cremascoli -

lunedì 21 novembre 2011

IL PIACERE DEL PALATO E IL PIACERE SESSUALE (nel Laringectomizzato)

(si 'clicchi' sull'immagine per ingrandirla quindi renderla più leggibile)
Le festività natalizie sono ormai quasi alle porte: incontri e pranzi in famiglia, cene di lavoro, cene tra amici, etc. e spesso con tanta bontà in tavola. Questo può ha fatto riflettere sul piacere che abbiamo di stare insieme gustandoci il cibo. Partendo da questo presupposto, si può approfondire l'argomento anche  in relazione alla sessualità con tutte le sue sfumature. Questo è il tema della prossima serata (la terza delle otto in programma, ho già parlato delle precedenti due in questo mio Blog) di ’Impulsi’ del 1° dicembre che sarà appunto dedicato, come da locandina, a ‘il piacere del palato e il piacere sessuale’  anche nel contesto del laringectomizzato. Va considerato che il laringectomizzato può avere problemi di gusto (il piacere del palato può esserne limitato sin da subito dopo l’intervento chirurgico ma, in genere, man mano che il tempo passa – il tempo è da sempre considerato il miglior medicamento – torna alla sua normalità) così come la sessualità non subisce di certo delle ‘variazioni’ se non, in alcuni casi, puramente di carattere psicologico superabilissime magari con l’aiuto di personale adeguatamente specializzato sulla materia. Penso però che questa sia più che altro motivo e occasione per stare insieme in allegria (ma non troppo – l’argomento se visto dalla sua giusta angolatura può essere considerato più che serio, ampio e concreto sul quale c’è molto da dire, ascoltare ed imparare) parlando di ‘palato e sesso’ con l’attenta presenza di autorevoli ‘addetti ai lavori’. Non ci sarebbe altro da aggiungere, è tutto ben dettagliato nell’immagine della locandina di cui sopra e qualora non bastasse si può consultare la pagina web di ‘Impulsi’ (vedesi indirizzo sottostante) e sapere tutto e di più sia della serata che del ‘perché’ della creazione di questi incontri; insomma, di tutto un po’ ed un po’ di tutto sempre intorno all’argomento ‘sessualità’ nel campo medico-psicologico per un vivere meglio dopo traumi causati da una malattia e non solo. A questo punto non mi rimane che congedarmi, a chi può avere un qualche ‘problemino’ od è semplicemente interessato all’argomento od ancora curioso, il percorso è … tracciato, lo si segua. Un saluto. Luciano Cremascoli -

N.B.: Per eventuali ulteriori chiarimenti in merito e/o prenotazioni:
Claudia Pesenti-Salzmann
Consulente Sessuologica
Tel.: +41 76 534 81 83
Pagina web: www.impulsi.ch


domenica 20 novembre 2011

TERAPIE OLISTICHE (nel Laringectomizzato)

Che cosa sono le ‘Terapie Olistiche’ ? L'uomo considerato nella sua unione di corpo, mente, emozioni e spirito. Ecco il significato di questo apparentemente nuovo (in realtà antico) approccio alla cura della persona, in cui non c'è alcuna correlazione con l'esoterismo e il paranormale, ma piuttosto una vicinanza molto stretta con la Psicosomatica. Quando sentiamo parlare di Terapie Olistiche spesso e volentieri possiamo fare molta confusione nel cercare di definirle o nel metterle in una ben precisa categoria di appartenenza. In effetti l’argomento non è per niente chiaro, e soprattutto i contorni attorno ai quali si muove non sono assolutamente ben definiti. Proviamo adesso a fare un minimo di chiarezza in questo intricato mondo. Come prima cosa vediamo di dare una definizione precisa del termine Terapia Olistica: per quanto riguarda la parola “terapia”, non credo ci siano molte definizioni da dare,è ampiamente conosciuta e se vogliamo bonariamente riassumerla possiamo dire che indica la cura di una condizione fisica e/o mentale. E fin qui, tutto bene. Ma passiamo adesso alla parola più interessante delle due : olistica è un termine che deriva dal greco olos e letteralmente significa tutto”. Quando accostiamo questo termine alla parola terapia, intendiamo una forma di cura totale della persona, e spostandoci dalle traduzioni letterali possiamo formulare in questo modo la definizione di Terapia Olistica: cura di una patologia o di un disturbo, considerando il soggetto che ne è affetto,l’uomo, nella sua unione di corpo,mente, emozioni e spirito. Dunque, come possiamo vedere dalla definizione, la caratteristica principale delle Terapie Olistiche è quella di mettere su un unico piano gli aspetti fisici,mentali,emotivi e spirituali della persona che si ha in cura, invece di separarli come succede nella medicina tradizionale dove viene data la priorità ad un unico campo con la contemporanea esclusione degli altri. Secondo me, più che di terapie olistiche, si potrebbe parlare di approccio olisticoalla malattia da cui poi ne derivano le conseguenti terapie; cerchiamo di spiegare meglio questo passaggio: prendiamo l’esempio di una persona che lamenti un determinato disturbo fisico; l’approccio olistico alla malattia vuole che non si consideri (e quindi non si curi) solo il disturbo che la persona lamenta, ma cerca di andare oltre;infatti il disturbo è considerato come il sintomo della malattia, che si manifesta e si fa sentire attraverso il corpo, ma ciò che produce questo sintomo, ovvero la causa della malattia, và ritrovata nel mondo interno della persona, nelle sue emozioni e nella sua affettività. Una volta che abbiamo individuato la causa dunque potremo sì curare il disturbo fisico lamentato dalla persona, ma a partire dalla sua  origine e non dalla sua manifestazione. Spesso invece, la medicina tradizionale si occupa di guarire solo la manifestazione fisica, il sintomo di una certa malattia, tralasciando di investigare quale sia la reale causa di essa, ed il risultato di una cura di questo genere è solitamente scontato: sul momento il dolore (od il disturbo) si attenua o passa del tutto, ma nell’arco di poco tempo si ripresenterà tale e quale alla prima volta. Questa è un’esperienza che tutti abbiamo fatto nella vita, e che nella gran parte dei casi possiamo trovare anche in questo momento, sapendo dove andare a cercare: basta infatti pensare a quei disturbi che in ognuno di noi sono diventati  cronici, quasi come se fossero un tratto caratterizzante della persona, che abbiamo provato a guarire con più cure possibili, ma che non abbiamo mai sconfitto del tutto.  Ecco, questi sono i casi in cui ci siamo curati “superficialmente”, badando cioè solo al nostro corpo fisico, tralasciando invece di “curare la nostra anima”, andando a cercare la vera natura del nostro problema. 

Vada per le Terapie Olistiche ma del Laringectomizzato in questo contesto non si è ancora sentito parlare. Non è necessario, basta considerare che nonostante l’intervento chirurgico che si è subito (se non avessimo affrontato quel passo ora…) ci si senta ‘quasi’ perfettamente in forma, si cammini, si mangi con appetito, si stia frequentando anche la Scuola di Rieducazione alla Parola per tornare a parlare (come hanno fatto a suo tempo tantissimi altri laringectomizzati che ora parlano), insomma cosa si può volere di più dalla vita ? Dopotutto ci è rimasto solamente un qualche doloretto al collo, spalle e dintorni, una cosa sopportabilissima, accettabile. E’ questo che non è accettabile. E’ il dire ‘mi sento quasi perfettamente in forma’ che non va. E’ quel ‘quasi’ che ci deve indurre a provvedere. Sarebbe come dire: dopo aver percorso tanti chilometri sono quasi arrivato a destinazione. Non bisogna essere quasi arrivati a destinazione, si deve dire ‘sono arrivato a destinazione’ quindi se c’è un qualcosa che è possibile fare per eliminare anche quel ‘quasi’ (quei doloretti) sarebbe opportuno, visto che è possibile (nella maggioranza dei casi) provvedere. Io ho provveduto ad ‘eliminare’ anche quelli (i doloretti – ogni tanto riappaiono seguendo un po’ il tempo ed io ri-provvedo) senza medicinali, terapie dai nomi altisonanti od altro quindi, consiglierei a tutti i laringectomizzati, per un  BENESSERE NATURALE ci si affidi alle TERAPIE OLISTICHE, naturalmente avvalendosi di mani esperte, il fai-da-te anche in questo caso è sconsigliabile. Un saluto. Luciano Cremascoli -