martedì 1 febbraio 2011

LARINGECTOMIA TOTALE (La mia esperienza - Seconda Parte)

Sono passati ormai quasi tre anni da quel giorno in cui fui sottoposto ad un intervento di Laringectomia Totale con conseguente perdita dell’uso della parola e dopo circa 500 ore di Riabilitazione presso la Scuola di Rieducazione alla Parola di Treviglio dove, seguito da abili Riabilitatori, ho “reimparato” a parlare, quindi a comunicare verbalmente e, dopo 200 ore di “servizio” come Volontario presso la segreteria della Sezione, mi è stato proposto dal Presidente di Sezione Roberto Leoni, di partecipare al Corso di Formazione Permanente per il Recupero Comunicativo e per l’Assistenza del Paziente Laringectomizzato che si teneva presso l’Azienda Ospedaliera di Cremona e rivolto ad aspiranti Rieducatori nonché Infermieri, Assistenti sanitari, Fisioterapisti, e Logopedisti. Naturalmente ho accettato con grande entusiasmo ma, nonostante una buona dose di apprensione mi assalisse, puntualmente, il giorno ed all’ora stabiliti ho preso posto presso l’Aula Magna del nosocomio cremonese. Dopo la registrazione dei partecipanti si dava inizio ai lavori con il saluto del Direttore Generale. Quindi il “via” vero e proprio con l’introduzione del Dr. Maurizio Magnani, Primario di ORL presso l’Ospedale di Cremona, nonché Presidente Nazionale dell’Ailar, seguito dagli “interventi” dei Dott. Giampiero Roffi, Paolo Parisi, Grazia Pisano, Massimo Duca, Angelo Anni, e Patrizia Sironi. L’infermiera Professionale Cristina Clerici, il Rieducatore Umberto Tassini con Rita Ferri e Padre Luigi Motta con Don Franz Tabaglio. Ognuno dei quali ha sviluppato in modo chiaro e preciso la “materia” di loro competenza “aiutati” dalla proiezione di numerose diapositive dimostrative. Si è “spaziato” dal ruolo dall’Ailar stessa, alle Sindromi Aereo-faringee, dalla rieducazione del gusto e dall’olfatto agli aspetti psicologici, dal ruolo della famiglia a quello del rieducatore, dalla tecnica fonetico- comunicativa alla sessualità senza trascurare l’angolo della spiritualità nel contesto della patologia stessa. Insieme a me era presente ai lavori anche Lodovico Bertulessi, nostro associato ed infermiere presso l’Ospedale di Treviglio (Bg) il quale ha superato brillantemente insieme a tutti noi il “Test Attitudinale”, valido anche ai fini ECM (Educazione Continua in Medicina) che si è tenuto alla fine dei lavori e seguito dalla consegna da parte del Dr. M. Magnani degli “Attestati di Partecipazione”. Durante questi giorni, sia pur intensi, ho avuto modo di conoscere neo-rieducatori provenienti da tutta Italia, dal Piemonte al Friuli e dalla Valle d’Aosta alla Sicilia ognuno di loro con problematiche diverse e desiderosi di confrontarsi. Sono nate così delle amicizie che ci legavano da un solo obiettivo che andava oltre la semplice Rieducazione. Uno di questi dopo poco tempo mi ha mandato una e-mail con un “racconto” che mi ha fatto molto riflettere, ho fatto mio e qui trascrivo letteralmente: Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d’ospedale. Ad uno dei due era permesso mettersi seduto sul letto per un’ora al giorno per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo. Il suo letto era vicino all’unica finestra della stanza. L’altro doveva restare sempre sdraiato. Infine i due fecero amicizia e cominciarono a parlare per ore e…di tutto. Ogni giorno l’uomo che stava nel letto vicino alla finestra passava il tempo raccontando al compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere dalla finestra. L’uomo nell’altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose ed i colori del mondo esterno. La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto. Le anatre ed i cigni giocavano nell’acqua ed i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo. Giovani innamorati camminavano vicini ed abbracciati tra fiori di ogni colore e c’era anche una bella vista della città in lontananza. Mentre l’uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l’uomo dall’altra parte della stanza chiudeva gli occhi ed immaginava la scena. In un caldo pomeriggio descrisse perfino una parata che stava passando. Sebbene l’altro non potesse vedere la banda, poteva sentirla, con gli occhi della sua mente così come l’uomo dalla finestra gliela descriveva. Passarono i giorni e le settimane. Una mattina l’infermiera trovò il corpo senza vita dell’uomo vicino alla finestra, morto praticamente nel sonno. Portato via il corpo, l’altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra. L’infermiera fu felice di fare il cambio e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo. Lentamente, dolorosamente, l’uomo si sollevo per vedere per la prima volta il mondo esterno dalla finestra. Essa si affacciava su un muro bianco. Quindi chiese all’infermiera che cosa poteva aver spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose. L’infermiera rispose che l’uomo era cieco e non poteva
nemmeno vedere il muro,”forse voleva farle coraggio” disse.
EPILOGO: Vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione. Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata. Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare. L’oggi è un dono. E per questo motivo che si chiama presente. Non limitatevi a leggere questo racconto ma mostratelo agli amici a cui volete augurare Buona Fortuna. Qui termina la ‘Seconda Parte’; prossimamente sarà la volta della terza ed ultima parte pubblicata de “La mia esperienza di Laringectomizzato” dopodiché … si vedrà. Probabilmente mi racconterò con le nuove – successive esperienze sull’argomento. Un saluto -
P.S.: Questo articolo è stato da me scritto nel Maggio 2008 e, come il precedente, “LARINGECTOMIA TOTALE (La mia esperienza – Prima Parte)”, pubblicato a suo tempo sul periodico “La Nuova Voce” a cura della Sezione AILAR di Treviglio (Bg). Io sono stato Operato nell’Agosto del 2005 nel Reparto di Orl dell’Ospedale Maggiore di Crema (Cr) diretto dal Dr. Pasquale Blotta, lo stesso Ospedale dove attualmente mi occupo della Rieducazione alla Parola di coloro che hanno subìto lo stesso mio intervento chirurgico.